L'importanza cruciale di narrare le proprie origini ai bambini nati con PMA
Raccontare la storia della loro nascita è fondamentale per il benessere psicologico ed emotivo dei bambini. Conoscere le proprie origini è un diritto e contribuisce alla costruzione della loro identità, andando oltre il metodo di concepimento e radicandosi nel desiderio genitoriale.
Il contesto legislativo e culturale della PMA in Italia e la necessità di una maggiore consapevolezza
La legge italiana, pur avendo aperto alla fecondazione eterologa, presenta ancora lacune e non è pienamente supportata da un'adeguata cornice culturale. Persiste uno scollamento tra l'apertura legale e l'accettazione sociale, con conseguenti vissuti di stigmatizzazione per le coppie che ricorrono a queste tecniche. È fondamentale promuovere una cultura in cui questi percorsi siano nominati apertamente e compresi.
Strumenti e approcci per la narrazione
Non esiste una risposta univoca su come e quando raccontare, ma è importante un approccio aperto e continuo fin dalla nascita. Il libro "Il viaggio di Dede" rappresenta uno strumento concreto per aiutare le famiglie a iniziare questo racconto, nominando le figure coinvolte (come il donatore) con il loro nome e valorizzando il desiderio e il percorso dei genitori. Ogni famiglia troverà i propri modi e tempi, l'essenziale è non nascondere la storia.
Di cosa parleremo?
Oggi sono migliaia le coppie che soffrono di infertilità, e moltissime tra loro scelgono di ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita, siano esse omologhe che eterologhe. Ma i tanti bambini nati con il sostegno della tecnica, quali parole trovano ad attenderli? Perché è così importante che conoscano, sin da subito, la storia del loro concepimento? E in che maniera genitori e familiari possono “raccontare l’amore” che li ha portati alla vita?
Alessandra Razzano
Psicologa e psicoterapeuta, esperta di psicologia perinatale presso il Presidio Ospedaliero Sant’Anna di Torino.
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