L'importanza della medicina narrativa per la perdita
La malattia e il lutto possono essere visti come delle storie con un decorso e degli esiti soggettivi, non solo oggettivi. La narrazione, in questo contesto, serve a trovare un senso alle esperienze, contribuendo al benessere della persona. L'impulso a narrare è universale e come il linguaggio nel lutto può spaziare dai dati di realtà a un linguaggio simbolico fondamentale per affrontare l'ignoto.
Il valore delle parole personali nell'elaborazione
È importante aiutare le persone a trovare le proprie parole per elaborare le proprie esperienze. Il metodo della narrazione guidata mira a far sì che le parole che le persone si dicono diventino efficaci per la loro vita, guidando la narrazione e non il narratore.
Le applicazioni narrative nel lutto e il supporto agli operator
È importante sottolineare la necessità di considerare il non detto e il linguaggio del corpo. Inoltre, viene evidenziata la cruciale importanza di supportare attraverso strategie narrative gli operatori sanitari, che hanno vissuto un'esposizione massiccia al lutto e al trauma. Si accenna anche all'importanza di una dimensione sociale e collettiva del lutto.
Di cosa parleremo?
La narrazione può costituire una parte fondamentale del percorso di cura. Riflettere sul modo in cui un paziente racconta la propria esperienza, stimolare la condivisione di ricordi, vissuti ed emozioni anche da parte di familiari e operatori, sono infatti attività che possono offrire nuovi e più efficaci spazi di intervento. Ma quando la prognosi è infausta, in quale maniera la Medicina Narrativa può aiutare nella fase di lutto anticipatorio per il malato e i familiari e, a decesso avvenuto, nel processo di riprogettazione esistenziale per chi rimane?
Maria Giulia Marini
Docente di Medicina Narrativa presso Hunimed di Milano, Presidente Eunames (European Narrative Medicine Society) e membro del Board della Società Italiana di Medicina Narrativa.
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