La politicità intrinseca del fantastico

Il fantastico non è una dimensione neutra, ma possiede una sua farmacologia, potendo agire come rimedio o veleno. Nel mostrare qualcosa di altro, il fantastico riflette inevitabilmente sulla realtà e sulla società, offrendo prospettive laterali e innovative.

La convergenza tra fantastico e reale e le sue implicazioni politiche

Nelle narrazioni contemporanee, specialmente con i videogiochi e i social network, si stia assistendo a un accorciamento e persino a una fusione tra fantastico e reale. Questa realtà gamificata in cui giochiamo col fantastico permette al fantastico di bucare la realtà, producendo effetti politici concreti e aprendo spazi di contro-gaming come forma di riappropriazione e critica.

Il rapporto tra il fantastico e la religione nell'immaginare altri mondi

Mentre la religione ha tradizionalmente offerto narrazioni e concetti su altri mondi e sull'esistenza, il fantastico moderno spesso rielabora, trasforma o persino sfida queste narrazioni, dando così vita a una dinamica complessa tra sacro e profano, tra credenza e immaginazione ludica.

Di cosa parleremo?

È possibile sostenere che praticare il fantastico – tanto al cinema quanto nei videogiochi – possa produrre delle fratture nel modo in cui guardiamo la realtà? Può il fantastico videoludico e cinematografico dare fiato all’immaginario collettivo e favorire la nascita del nuovo? Ha introdotto e moderato Denis Lotti, professore associato presso l’Università di Verona e direttore editoriale della rivista Ultracorpi. Il fantastico nelle arti dello spettacolo.

Tommaso Ariemma e Paolo Bertetti

Tommaso Ariemma è docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce e autore del libro Filosofia del gaming. Da Talete alla Playstation. Paolo Bertetti è direttore scientifico del Mufant, il Museolab del Fantastico e della Fantascienza di Torino.

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